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Nuova ondata razzista

Vengono usati come una delle tante distrazioni di massa per distogliere l’attenzione del Paese dalle malefatte della classe dirigente: sono i rumeni, i rom, i clandestini o come volete chiamarli. Qui ci sono uomini, donne e bambini che vengono sfollati dalle loro misere case: sono i cittadini che lo vogliono, e questo è il pericolo più grave. Tutte le razzie, le pulizie etniche iniziano così; prima si cerca un singolo colpevole, poi si eliminano tutti. Duole dirlo, perchè l’argomento è delicato, ma anche questo è dovuto alla disinformazione che incalza nel nostro Paese. Uno stupro vende. La paura vende. È la mercificazione della paura. Editori e giornalisti sono in grado di creare xenofobie con centinaia di prime pagine. Per loro e per chi fa uso dei loro strumenti (televisione, giornali) c’è una escalation di criminalità. Per noi, gente informata e che fa uso della propra ragione, no. Questi i dati del Viminale sulla criminalità in Italia. Gli omicidi sono ai livelli più bassi degli ultimi 14 anni.

Numero di omicidi. Anni 1992-2006:
1992 1.441
1993 1.065
1994 958
1995 1.004
1996 945
1997 864
1998 879
1999 810
2000 749
2001 707
2002 719
2004 711
2005 601
2006 621

La vera criminalità è nelle nostre case, nelle nostre famiglie. Riporto una parte di un articolo di Nazione Indiana.
“Il rapporto Eures-Ansa 2005, L’omicidio volontario in Italia e l’indagine Istat 2007 dicono che un omicidio su quattro avviene in casa; sette volte su dieci la vittima è una donna; più di un terzo delle donne fra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita, e il responsabile di aggressione fisica o stupro è sette volte su dieci il marito o il compagno: la famiglia uccide più della mafia, le strade sono spesso molto meno a rischio-stupro delle camere da letto.”.
Altre informazioni potete trovarle qui. Firmate la petizione: è impossibile credere che nel 2008 ancora si ha paura del diverso, senza capire che siamo tutti uguali. TUTTI.

GuruAtWork – Spot libertà d’informazione

Pubblico l’e-mail inviatami dallo Staff di GuruAtWork.

Buongiorno,
siamo i responsabili dell’Associazione culturale senza scopo di lucro
GuruAtWork (G@W, http://www.guruatwork.com), Free Software & Linux
User Group di Grosseto.

La nostra Associazione ha partecipato ad un bando della Regione Toscana
http://www.parlamento.toscana.it/default.asp?IDNotizia=25223&TipoNotizia=altro
organizzato dal Corecom (comitato regionale per le comunicazioni)
http://www.consiglio.regione.toscana.it/corecom/default.asp
ed è risultata essere tra i vincitori.

Il Corecom è un organo di consulenza e di gestione della Regione
Toscana in materia di comunicazione, nonché organo funzionale
dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

L’oggetto del bando consisteva nel presentare un’idea per uno spot
pubblicitario riguardante i temi della promozione sociale.

GuruAtWork ha proposto la registrazione di uno spot sul tema della
libertà dell’informazione, dell’arte e della creatività.
La registrazione è stata fatta con l’aiuto dell’emittente televisiva
TV9 (http://www.tv9italia.it/), in collaborazione con il Comune di
Grosseto (http://www.comune.grosseto.it), la Provincia di Grosseto
(http://www.provincia.grosseto.it), l’Istituto Statale di Istruzione
tecnica di Grosseto (http://www.isitgrosseto.com/).

Il nostro spot, rilasciato con licenza Creative Commons (CC), utilizza
una colonna sonora, anch’essa CC, dell’etichetta discografica
Beatpick.com (http://www.beatpick.com).

Sul nostro sito:
http://www.guruatwork.com/index.php?option=com_content&task=view&id=361&Itemid=37
potete trovare tutte le informazioni a riguardo, il video dello spot,
il video e le foto del dietro le quinte.

Vi chiediamo,
se possibile, di aiutarci a diffondere lo spot attraverso la
pubblicazione della notizia sul vostro sito.
In attesa di un vostro cortese riscontro, porgiamo i nostri più
distinti saluti.

Nuovo aspetto al blog

Comunicazione di servizio.

Ho cambiato tema al blog: le tre colonne mi danno più spazio per gestire meglio link, categorie e quant altro.

La bellissima foto, che ho modicato per adattarla meglio al tema del blog, mi è stata gentilmente concessa dal mio amico Guglielmo; fate un salto sul suo album su Flickr, è davvero bravo ;) . Qui trovate l’originale della foto nella testata. Ho dovuto spostare un po’ di cielo e scavare qualche fiore per portarlo a qualche migliaio di kilometri più in alto, cose da tutti i giorni :P .

Ho scelto questa foto perchè ha un valore simbolico che lo collega all’attuale situazione del nostro Paese: c’è uno squarcio di azzurro tra le fosche tinte del cielo; in basso i fiori protraggono le loro cime verso il cielo. Le nuvole stanno lasciando spazio al sereno, ma il Sole ancora non si vede.

Terza Repubblica? Io aspetto ancora la Seconda

Ieri sera solito appuntamento del Mercoledì sera a Ballarò. Purtroppo questa volta non sono riuscito a resistere penso a più di due blocchi pubblicitari, la nausea è arrivata prima del solito.

Primo argomento della puntata il discorso del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi alla Camera. Ancora una volta, se fosse sfuggito a qualcuno, gli italiani si sono trovati davanti il nuovo sistema politico del Paese: un Governo, un Governo-ombra (non istituzionalizzato). Abbiamo due Governi quindi, ma sembra che manchi qualcosa… ah sì! L’opposizione. Per fortuna c’è ancora (e c’è sempre stato) qualcuno che ha il coraggio di ribadire quello che sostiene da 14 anni. Floris si esibiva con la sua tecnica di moderatore “prima x, poi y e poi le concluzioni di z” chiedendo agli ospiti in studio se si fidassero di Berlusconi. Le risposte, tutte uguali. Si sa, ormai il Cavaliere è cambiato, non è più quello di una volta. Ora ha i toni placati, finalmente. Mancava poco perchè qualcuno iniziasse a cantare “Menomale che Silvio c’è!”. E allora, destra e sinistra, tutti insieme, bipartisan, si fidano di Berlusconi, è cambiato! Peccato che non era presente nessun esponente della Lega, chissà cosa avrebbe pensato… (anche se una vaga idea ce l’ho).

Poi c’è lui. Ormai è un anticonformista dichiarato in queste trasmissioni.

Floris: “Ma lei ha fiducia in Berlusconi?”
Antonio Di Pietro: “Manco per niente!”

Floris: “Ma lei è antiberlusconiano?”
Antonio Di Pietro: “Grazie a Dio sì!”

Ecco l’opposizione. Da parte di tutti c’è una delega in bianco verso il nuovo Premier, segno che davvero stanno diventando sempre più tutti uguali. Dire che si è antiberlusconiani ora che per Berlusconi hanno votato la maggiorparte degli italiani è impopolare: meglio tacere. Metti caso che poi a sinistra perdono… come nella scorsa tornata elettorale….

Ma la nausea è arrivata al culmine quando si è iniziato a parlare di Terza Repubblica. Eh sì, la sinistra e buona parte del Paese (secondo loro) non è più antiberlusconiana, a destra invece è ritornata la buona educazione e la fine degli attacchi incondizionati all’altro schieramento, è cambiato tutto, no?
Ma se c’è ora una Terza, a rigor di logica prima doveva esserci una Seconda. L’avete vista voi? La Seconda Repubblica non era quella dopo l’inchiesta di Mani Pulite? Ma cosa è cambiato da allora? Travaglio e Gomez, vedi “Mani sporche” e “Se li conosci li eviti”, docent. E tutte le riforme Costituzionali che davvero possono portare ad una nuova denominazione del quadro politico di una nazione, dove sono?

Il Grillo ha parlato

Si mette in discussione la validità delle firme e non si citano neppure i contenuti dei referendum. Le richieste per i referendum sono state depositate alla Corte di Cassazione, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale. I miei legali e i loro consulenti non hanno dubbi sulla loro validità. E’ il vecchio metodo fascista di colpire chi denuncia sul piano personale e di non parlare mai delle denunce.

E’ così che l’11 Maggio Beppe finalmente ci ha risposto. Rimango comunque dell’idea che avrebbe dovuto farlo alla prima e minima insinuazione sulla non validità delle firme. Noi organizzatori avevamo il diritto di venire a conoscenza delle posizioni di Beppe Grillo e del suo Staff.

Tutto è bene quel che finisce bene; è finita bene, ma l’amaro in bocca resta.

Travaglio, noi siamo con te

Gli attacchi bipartisan a Marco Travaglio dopo la sua apparizione a “Che tempo che fa” su Rai Tre lo scorso Sabato dimostrano che quando si tratta di fare Informazione (notare la “I” maiuscola) le idee dei vari schieramenti coincidono alla perfezione. E lo stesso vale per quando si devono fare leggi vergogna come l’indulto. La mia posizione sull’argomento, essendo l’autore di un blog che prova nel suo piccolo, giorno per giorno, a far circolare la vera informazione, è ovvia: do la mia solidarietà a Marco Travaglio, e lo faccio con una citazione che spero dia coraggio a chi come Marco affronta queste dure battaglie, spesso in solitaria: “Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono e poi vinci tu. (Mahatma Gandhi)“.

Travaglio, e con lui noi, il popolo informato della Rete, siamo già al terzo stadio: ci stanno combattendo. Ora ci attende la vittoria. Tutto ciò che ha un inizio ha anche una fine. La guerra sarà lunga e sofferta, ma alla fine saremo noi i vincitori.

E questo è un elenco dei buoni che trionferanno ancora una volta sui cattivi:

Che squallore che fa – Lettera di Riccardo Lenzi, membro Assemblea costituente nazionale PD;

Noi stiamo con Marco – Pancho Pardi e l’Italia dei Valori;

¡Que viva Franco! – Beppe Grillo;

Solidarieta’ a Marco Travaglio – Antonio Di Pietro;

Il silenzio di Schifani – Pino Corrias.

Adozione del software libero nella scuola italiana

Vi posto la lettera che ho consegnato personalmente al Dirigente Scolastico, al Vice Preside e alla Prof.essa responsabile del laboratorio di informatica.
Gent. Dirigente Scolastico Gent. Vice Preside Gent.ma responsabile laboratorio informatica
del Liceo Scientifico e Classico “Galielo Galielei”
di Piedimonte Matese

Oggetto: adozione del software libero

Gent. Dirigente Scolastico, Gent. Vice Preside, Gent.ma responsabile laboratorio informatica,

con la presente intendo mostrarvi dal punto di vista tecnico e da quello che io definiscomorale i vantaggi di una eventuale adozione nel nostro istituto del software libero.

Il software libero

Il software libero prende forma come movimento culturale attorno agli anni ottanta per merito di Richard Stallman, il padre fondatore del movimento GNU1 (acronimo ricorsivo che indica “GNU’s Not Unix”, “GNU Non è Unix”), in risposta a un continuo proliferare di programmi proprietari e chiusi. Il movimento del software libero e il movimento GNU, nacquero per preservare le libertà dei programmatori e degli utenti, minacciate da questa pratica di chiusura delle informazioni, pratica che, attorno agli anni ‘60-’70, era poco utilizzata e i programmatori potevano scambiarsi idee e codice in tutta libertà. Il software libero è quindi un principio di libertà, non di prezzo. La libertà è la libertà dell’utente di eseguire, copiare, distribuire, studiare, modificare e migliorare il software. Nella definizione canonica di software libero, sono identificati quattro livelli di libertà:

  • libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo (libertà 0);
  • libertà di studiare il programma e adattarlo alle proprie esigenze (libertà 1);
  • ibertà di distribuire copie del programma per aiutare gli altri (libertà 2);
  • libertà di migliorare il programma e rilasciare liberamente le modifiche apportate, cosicché tutta la comunità ne tragga beneficio (libertà 3).

Un programma, per definirsi vero software libero, deve garantire tutte queste quattro libertà (è pratica comune degli informatici iniziare a contare da zero!). Lo sviluppo e la promozione del software libero sono compiti affidati alla Free Software Foundation (abbreviata in FSF), un’organizzazione no-profit fondata da Richard Stallman il 4 Ottobre 1985. La FSF gestisce molti progetti importanti per la difussione e lo sviluppo del software libero, come ad esempio la Licenza GPL.

L’aspetto “umano” del software libero

Molte persone si avvicinano per la prima volta per cercare di capire questa “cosa” chiamata software libero, e ne restano colpiti tanto da parteciparne attivamente. Ma che cosa fa scattare questa molla? Noi. È la nostra curiosità di capire come funzionano le cose, vedere da vicino e toccare “con mano” lo sviluppo di un progetto, aiutare altre persone nella risoluzione di problemi di qualsiasi natura, tecnica e non, a farci contribuire. Per molti è un fattore intrinseco: farlo per il semplice gusto di farlo, per aiutare altre persone e per far parte di questa comunità di persone. Queste persone valutano l’attività in quanto tale, per il divertimento o la sfida che questa implica o perché si sentono obbligate nel ricambiare la libertà che ricevono contribuendo alla vita stessa del software libero. Non sono da sottovalutare nemmeno gli aspetti economici che spingono delle persone a contribuire per il software libero: molte aziende di informatica assumo programmatori, e non solo, per lavorare attivamente in progetti legati al mondo del software libero. Il software libero non è secondo a nessuno, anzi, contribuisce ad allacciare rapporti tra le persone, anche di paesi e culture diverse dalle nostre, consentendo un libero scambio di idee e contribuendo così ad aumentare le nostre conoscenze e la nostra competenza. Il software libero è tutto questo, ma è anche molto di più: è una filosofia, è un pensiero, è una comunità, è una sensazione di libertà. Spiegare il software libero e il suo movimento non può essere fatto in poche semplici righe di testo, per capirlo profondamente bisogna viverlo.

Cosa rende migliore il software libero

Essendo un programma sviluppato secondo le “quattro libertà” (di cui sopra) modificabile da chiunque, qualsiasi sviluppatore o programmatore può apportare modifiche al programma, il che implica che il software sviluppato secondo questi “canoni” cresca e migliori in modo esponenziale in un arco di tempo relativamente breve, in quanto ognuno può modificarlo secondo le proprie esigenze, oltre a poter correggere errori nel programma. Ogni utente, infatti, ha la possibilità di segnalare eventuali errori nel codice: non appena uno sviluppatore o anche un comune utente (con le conoscenze adeguate) verrà a conoscenza di tale errore, il problema verrà risolto, rendendo il programma sempre migliore.

Perchè utilizzare il software libero nel nostro istituto

Ecco alcuni motivi per cui utilizzare il software libero nel nostro istituto:

  • configurare in tempi rapidi tutti i computer dell’istituto
  • disporre immediatamente di tutto il software necessario per lo svolgimento delle lezioni
  • non avere alcun problema di virus o spyware che spesso causano rallentamenti dell’attività formativa.
  • disporre di una comunità italiana di supporto ben organizzata.

Ci sono però due aspetti del software libero per cui ne ritengo essenziale l’adozione nel nostro istituto e sono di tipo economico e, potremmo dire, di tipo morale.
Non sono in possesso di dati certi riguardo al numero di postazioni pc presenti nell’intero istituto, tuttavia posso azzardare un calcolo indicativo di spese ipotizzando la presenza di 25 personal computer.
Una copia di Office Standard 2007 Italiano costa alla scuola € 64,001; una copia di Windows Vista Home Basic versione completa (versione più economica) € 199,99 (sconto del 33%)2. In totale, il costo per questi due software che sono installati sutti i pc dell’istituto è di: 64*25 + 199,99*25 = 6599,75 €.
Utilizzando software libero la spesa totale può essere pari a 0€.

L’aspetto morale è però quello più importante. Attualmente il 35% delle copie di Microsoft Windows installate a livello globale è illegale3, mentre in Italia la pirateria è attestata al 51%4. Questi dati mostrano come (con una consistente approssimazione per difetto) almeno un utente su tre utilizza una copia illegale. Tuttavia, lo studente si vede obbligato a procurarsi una copia dello stesso software utilizzato nelle attività formative a scuola, e, come i dati sopra citati mostrano, spesso lo fa per vie illegali. L’utilizzo di software proprietario a scuola è quindi, a mio avviso, uno dei principali fattori che contribuiscono alla diffusione di software cosiddetto pirata, soprattutto se si considera che agli studenti lo stesso software utilizzato a scuola costa a volte anche il 50% in più, in quanto acquistato per uso privato.
L’installazione di software libero nell’istituto significherebbe zero spese per gli studenti, e lo stesso istituto può distribuire copie legali (in quanto, come prima illustrato, è una delle caratteristiche del software libero) del software installato nei computer della scuola.
A disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento, porgo distinti saluti.

1. http://www.unitelm.it/pcdoc/index.asp
2. http://www.microsoft.com/italy/windows/shop/vantaggi.mspx
3. http://www.hwupgrade.it/news/software/microsoft-windows-vista-stop-alla-pirateria_18805.html
4. http://www.bloggiando.com/la-pirateria-software-subisce-un-calo/20070516
.

Rigrazio la comunità di ubuntu-it. Per la documentazione visitate Ubuntu@School (pagina alla quale ho contriubito anche io).

Il grande errore di Grillo

Da circa un mese è ormai stata sollevata la questione della effettiva validità delle firme raccolte per le tre proposte di referendum del V2-Day (cfr. Le proposte di referendum del V2-Day). La questione è molto complicata e ci sono vari tesi con relative interpretazione da parte di esperti e docenti di Diritto Costituzionale. Le due interpretazioni più complete le trovate nell’articolo Questione complicata di Ranieri “ultimo utopico”; non le riporto qui, perchè non è di questo che voglio discutere.

La questione che a me preme maggiormente è il rapporto che Grillo ed il suo staff sta avendo con gli organizzatori dei banchetti e, in generale, con tutti i sostenitori della sua iniziativa.
Nonostante pagine e pagine di articoli sulla Rete, trasmissioni radiofoniche e televisive (per ultima “Matrix”, dove il giornalista Facci propose la questione) abbiano fatto notare più volte al comico genovese alcuni problemi che potrebbero portare all’invalidazione delle firme, sia lui, sia il suo staff hanno continuato ad ignorare noi tutti. Inutili le e-mail inviate da alcuni organizzatori al suo staff, inutili i commenti al suo blog.
Per il momento ci accontenteremo di uno dei suoi vaffa, che tanto sperpera a destra e a manca, per farci capire che ha preso in considerazione le nostre dichiarazioni.
Il rifiuto a rispondere e ad informare almeno noi sostenitori è ingiustistificabile, soprattutto per chi mette alla base delle sue iniziative la stessa informazione.

A prescindere da quale sarà il risultato finale della raccolta firme, il comportamento di Grillo è, a mio giudizio, assolutamente sbagliato e scorretto verso i suoi sostenitori.

Giù le mani dall’acqua

Vi giro un’e-mail invatami dal dott. Emilio Iannotta.

Gentili amiche, cari amici,
vi invito ad aderire on line, all’indirizzo http://www.politichesociali.it/petizione_acqua.php, all’iniziativa promossa dall’ ASSESSORATO ALLE POLITICHE SOCIALI DEL COMUNE DI NAPOLI, che ha l’obiettivo di impedire la privatizzazione dell’acqua.

Emilio Iannotta

GIÙ LE MANI DALL’ACQUA!!!

L’acqua potabile della Campania rischia diventare proprietà privata. Eni AcquaCampania, l’azienda che fornisce l’acqua nelle province di Napoli e Caserta, sta per essere acquistata da una triade societaria controllata dagli azionisti di minoranza: Caltagirone, la multinazionale Veolia e l’onnipresente Impregilo. L’azienda idrica è controllata dall’ente pubblico Eni attraverso una partecipazione pari al 50,5 %. Quote che stanno per essere cedute. In base ad accordi parasociali, le aziende private, per diritto di prelazione, acquisterebbero le quote Eni, determinando la privatizzazione delle sorgenti e dei pozzi potabili e della depurazione. L’acqua è un bene pubblico essenziale e non può essere gestito da soggetti con finalità commerciali o lucrative. Rischia di essere condizionata la vita di milioni di persone, determinando l’aumento delle tariffe, senza garanzie sulla qualità dell’acqua distribuita.

È necessario fermare la privatizzazione dell’acqua della Campania. Per questo ti chiediamo di sostenere questa battaglia con la tua firma. Il nostro obiettivo è chiedere al Consiglio regionale a trasformare in legge il ddl n° 75 che giace in consiglio dal 18/01/2006, dando vita alla società interamente pubblica Campaniacque per gestire, con ampie garanzie per le popolazioni, tutti i grandi impianti, le sorgenti e l’acquedotto campano. Per scongiurare il rischio della privatizzazione dell’acqua campana e di Napoli bisogna fare una scelta chiara a difesa di un essenziale bene pubblico. Non lasciamo che i cittadini vengano espropriati di una risorsa vitale.”

Le proposte di referendum del V2-Day

Vi spiego, una per una, le tre proposte di referendum del V2-Day per le quali si stanno raccogliendo firme in tutta Italia dal 25 Aprile e ancora per tutto il mese di Maggio.

1. Abolizione dell’ordine dei giornalisti. Questa proposta di referendum potrebbe portare a pensare che noi del V2-Day siamo contrari all’ordine dei giornalisti, ma non è così: noi siamo contrari all’attuale ordine dei giornalisti. Un ordine serio servirebbe. Un ordine serio consentirebbe solo a chi dà vere notizie di farne parte e di farlo lavorare, non a chi è servo; chi è servo non può stare nello stesso posto ed allo stesso livello di chi fa il suo lavoro e informa correttamente. E’ questo che ordine va abolito. Si è dimostrato che un ordine serio e professionale in questo Paese non è possibile averlo, e quindi va abolito, perchè informare è un diritto di tutti ma non non di chi distorce l’informazione a favore del suo padrone.

2. Abolizione del finanziamento pubblico all’editoria. Tutti i giornali prendono i fondi per l’editoria. Ecco l’elenco fatto dallo stesso Beppe Grillo il 25 Aprile al V2-Day a Torino: Secolo d’Italia 3mln,La Padania 4mln, Europa 3,1mln, Liberazione Comunista 3,7mln, Libero 5,5, La Repubblica 12mln, Il corriere della sera 25mln, Avvenire 6mln, La stampa 7mln, Il foglio 3,5mln, Il riforminsta 3,4mln, Corriere mercantile 2,6mln, Il manifesto 4,4mln, Voce di Romagna 2mln, Il sole 24 ore 18mln, L’Unità 6,9mln, quest’ultima viene finanziata per 120.000 copie di cui vengono vendute solo 60.000, le altre 60.000 finiscono nelle discariche, è carta buttata, alberi segati inutilmente. Questi giornali vengono rimborsati con decurtazioni di tasse, agevolazioni sulla posta, la carta per un totale di 1 miliardo di euro all’anno.

Per aiutare i giornali a mantenersi basta fare come in tutti i paesi più evoluti in cui c’è un tetto della pubblicità nella televisione; in questo modo la pubblicità che non può essere fatta nella televisione va ai giornali, che vengono così finanziati.

3. Abolizione della Legge Gasparri. Il problema della televisione italiana è in gran parte causato da questa legge, che consente ad un privato di possedere ben 3 reti, nonostante lo stesso sia anche in al Governo. Oltre alle 3 reti private ci sono poi quelle di Stato, che, essendo tali, dovrebbero essere dei cittadini. E invece non è così, e non può esserlo finchè ci saranno esponenti politici nei consigli di amministrazione Rai. Per non parlare poi di Rete 4 che da anni occupa le frequenze assegnate ad Europa7 che ha vinto tutti i concorsi. E’ per questo che la Corte Europea di Giustizia ha previsto una nostra sanzione se la sua ordinanza non dovrebbe essere eseguita, a partire dal 2009 e con valore retroattivo dal 2006 di 300.000€ al giorno.