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Indignazione

Sono pienamente d’accordo con le parole dell’ On. Antonio Di Pietro che potete ascoltare di seguito. L’utilizzare l’immagine del giudice Falcone per velare le subdole manovre in atto per la riforma della giustizia è quando di più spregevole ha fatto questo governo (finora). E che nessuno, tranne qualche voce fuori dal coro, gli vada contro è il segno che la politica italiana è scesa davvero in basso come mai fino ad ora.

Free Tibet

Giustizia per il giudice Scopelliti

La storia è sempre la stessa, un giudice che viene ucciso a causa delle sue indagini che potrebbero arrecare duri colpi a Cosa Nostra. Il colpevole non è conosciuto ed il caso è archiviato. A 17 anni dall’uccisione la figlia Rosanna chiede la riapertura del caso, Articolo 21 sta raccogliendo firme on-line. Vi invito a firmare a questo indirizzo.

Mi sto muovendo per tentare di organizzare raccolte firme anche “cartacee”, vi terrò informati.

Il mio NO alle Olimpiadi di sangue

Ritengo ingiustificabile la scelta di organizzare i Giochi Olimpici del 2008 a Pechino, in Cina, dove ogni giorno vengono violati i diritti umani. Nessuna libertà di parola, di religione, di informazione, di movimento dei cittadini, nessun sindacato indipendente e l’ancora imperante, nel XXI secolo, pena di morte: eppure il bagliore dei fuochi d’artificio dell’apertura ai Giochi sembri accecare gli occhi del mondo intero.
E’ chiaro che ormai i Giochi Olimpici siano diventati un mero affare economico ed è per questo che durante tutta la loro durante non farò uso di prodotti che sponsorizzano dell’evento.
Non fermerò certo i Giochi, nè abolirò il regime stalinista, ma per spostare le montagne bisogna iniziare dai singoli rami degli alberi che vi giacciono sopra.

DATEMI VOCE E SPAZIO PERCHè SUI GIORNALI DI DOMANI NON SI LEGGERA’ QUELLO CHE E’ ACCADUTO

Pubblico la lettera di Elisa Di Guida (Docente di storia e filosofia a Napoli) dopo la segnalazione di ultimoutopico.

Si leggerà che i manifestanti di Chiaiano sono entrati in contatto con la polizia. Ma io ero lì. E la storia è un’altra”.”Alle 20 e 20 almeno 100 uomini, tra poliziotti, carabinieri e guardie di finanza hanno caricato la gente inerme. In prima fila non solo uomini, ma donne di ogni età e persone anziane. Cittadini tenaci ma civili – davanti agli occhi vedo ancora le loro mani alzate – che, nel tratto estremo di via Santa Maria a Cubito, presidiavano un incrocio. Tra le 19,05 e le20,20 i due schieramenti si sono solo fronteggiati. Poi la polizia, in tenuta antisommossa, ha iniziato a caricare. La scena sembrava surreale: a guardarli dall’alto, i poliziotti sembravano solo procedere in avanti. Ma chi era per strada ne ha apprezzato la tecnica. Calci negli stinchi, colpi alle ginocchia con la parte estrema e bassa del manganello. I migliori strappavano orologi o braccialetti. Così, nel vano tentativo di recuperali, c’era chi abbassava le mani e veniva trascinato a terra per i polsi. La loro avanzata non ha risparmiato nessuno. Mi ha colpito soprattutto la violenza contro le donne: tantissime sono state spinte a terra, graffiate, strattonate. Dietro la plastica dei caschi, mi restano nella memoria gli occhi indifferenti, senza battiti di ciglia dei poliziotti. Quando sono scappata, più per la sorpresa che per la paura,trascinavano via due giovani uomini mentre tante donne erano sull’asfalto,livide di paura e rannicchiate. La gente urlava ma non rispondeva alla violenza, inveiva – invece – contro i giornalisti, al sicuro sul balcone di una pizzeria, impegnati nel fotografare”.”Chiusa ogni via di accesso, alle 21, le camionette erano già almeno venti. Ma la gente di Chiaiano non se ne era andata. Alle 21.30, oltre1000 persone erano ancora in strada. La storia è questa. Datemi voce e spazio. Perché si sappia quello che è accaduto. Lo stato di polizia e l’atmosfera violenta di questa sera somigliano troppo a quelli dei regimi totalitaristi. Proprio quelli di cui racconto, con orrore, ai miei studenti durante le lezioni di storia”.

23 Maggio 1992 – 19 Luglio 1992

Vi posto il massaggio di commemorazione per l’anniversario della morte del magistrato Giovanni Falcone che oggi ho letto nel mio Istituto grazie alla possibilità datami dal Dirigente Scolastico di usufruire del dispositivo di diffusione audio della presidenza.

Esattamente 16 anni fa sull’autostrada A29 nei pressi dello svincolo di Capaci persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca e tre agenti di scorta. Dopo circa 2 mesi, il 19 Luglio dello stesso anno, un’ autobomba situata in via D’Amelio portò via anche Paolo Borsellino e la sua scorta. In questo modo vennero sottratti al nostro Paese due grandi eroi, la cui unica colpa fu di esercitare la propria missione con profondo impegno e grande coraggio, dedicando ogni loro energia a respingere con rigorosa coerenza la proterva sfida lanciata dalle organizzazioni mafiose allo Stato democratico. Nonostante le continue e gravi minacce, i due magistrati proseguirono con zelo ed eroica determinazione il loro duro lavoro. Cogliamo l’occasione, in questo giorno, di commemorare non solo le vite dei due giudici ma di tutti color i quali hanno vissuto la propria esistenza nella totale abnegazione per lo Stato, donando la loro vita a noi tutti, e lo facciamo citando gli stessi Borsellino e Falcone.

Paolo Borsellino, in un discorso ai cittadini della sua amata Sicilia.

“La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non deve essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolga tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.”

Concludiamo con quello che era per Falcone il quadro dell’impegno dello Stato nella lotta alla mafia e che ci sembra più attuale di qualsiasi altra analisi contemporanea. Che serva a noi tutti da monito e da promemoria del nostro dovere da cittadini italiani. “Il quadro realistico dell’impegno dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata è emotivo, episodico, fluttuante. Motivato solo dall’impressione suscitata da un dato crimine o dall’effetto che una particolare iniziativa governativa può esercitare sull’opinione pubblica.”

Eroi

“Questa che vado a raccontarvi è la vera storia di Luigi delle Bicocche,
eroe contemporaneo a cui noi tutti dobbiamo la nostra libertà”

Piacere, Luigi delle Bicocche
Sotto il sole faccio il muratore e mi spacco le nocche.
Da giovane il mio mito era l’attore Dennis Hopper
Che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un chopper
Invece io passo la notte in un bar karaoke,
se vuoi mi trovi lì, tentato dal videopoker
ma il conto langue e quella macchina vuole il mio sangue
..un soggetto perfetto per Bram Stroker
Tu che ne sai della vita degli operai
Io stringo sulle spese e goodbye macellai
Non ho salvadanai, da sceicco del Dubai
E mi verrebbe da devolvere l’otto per mille a SNAI
Io sono pane per gli usurai ma li respingo
Non faccio l’ Al Pacino, non mi faccio di pacinko
Non gratto, non vinco, non trinco/ nelle sale bingo/
Man mano mi convinco/ che io

sono un eroe, perché lotto tutte le ore. Sono un eroe perché combatto per la pensione
Sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari dei cravattari
Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere. Sono un eroe straordinario tutte le sere
Sono un eroe e te lo faccio vedere. Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere

Stipendio dimezzato o vengo licenziato
A qualunque età io sono già fuori mercato
…fossi un ex SS novantatreenne lavorerei nello studio del mio avvocato
invece torno a casa distrutto la sera, bocca impastata
come calcestruzzo in una betoniera
io sono al verde vado in bianco ed il mio conto è in rosso
quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera
su, vai, a vedere nella galera, quanti precari, sono passati a malaffari
quando t’affami, ti fai, nemici vari, se non ti chiami Savoia, scorda i domiciliari
finisci nelle mani di strozzini, ti cibi, di ciò che trovi se ti ostini a frugare cestini
..ne’ l’Uomo ragno ne’ Rocky, ne’ Rambo ne affini
farebbero ciò che faccio per i miei bambini, io sono un eroe.

Per far denaro ci sono più modi, potrei darmi alle frodi
E fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi
C’è chi ha mollato il conservatorio per Montecitorio
Lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody
Io vado avanti e mi si offusca la mente
Sto per impazzire come dentro un call center
Vivo nella camera 237 ma non farò la mia famiglia a fette perché sono un eroe.

CapaRezza – Eroe (Storia Di Luigi Delle Bicocche)Le Dimensioni Del Mio Caos (2008).

Questi sono i miei eroi.

E intanto appaiono questi articoli: “Stefano Ricucci di nuovo innamorato «A metà luglio sposo Claudia Galanti»”Il «sanguepazzo» dell’Italia divisa e i divi del regimeIndiana Jones (ora papà) alla conquista del Festival .