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DATEMI VOCE E SPAZIO PERCHè SUI GIORNALI DI DOMANI NON SI LEGGERA’ QUELLO CHE E’ ACCADUTO

Pubblico la lettera di Elisa Di Guida (Docente di storia e filosofia a Napoli) dopo la segnalazione di ultimoutopico.

Si leggerà che i manifestanti di Chiaiano sono entrati in contatto con la polizia. Ma io ero lì. E la storia è un’altra”.”Alle 20 e 20 almeno 100 uomini, tra poliziotti, carabinieri e guardie di finanza hanno caricato la gente inerme. In prima fila non solo uomini, ma donne di ogni età e persone anziane. Cittadini tenaci ma civili – davanti agli occhi vedo ancora le loro mani alzate – che, nel tratto estremo di via Santa Maria a Cubito, presidiavano un incrocio. Tra le 19,05 e le20,20 i due schieramenti si sono solo fronteggiati. Poi la polizia, in tenuta antisommossa, ha iniziato a caricare. La scena sembrava surreale: a guardarli dall’alto, i poliziotti sembravano solo procedere in avanti. Ma chi era per strada ne ha apprezzato la tecnica. Calci negli stinchi, colpi alle ginocchia con la parte estrema e bassa del manganello. I migliori strappavano orologi o braccialetti. Così, nel vano tentativo di recuperali, c’era chi abbassava le mani e veniva trascinato a terra per i polsi. La loro avanzata non ha risparmiato nessuno. Mi ha colpito soprattutto la violenza contro le donne: tantissime sono state spinte a terra, graffiate, strattonate. Dietro la plastica dei caschi, mi restano nella memoria gli occhi indifferenti, senza battiti di ciglia dei poliziotti. Quando sono scappata, più per la sorpresa che per la paura,trascinavano via due giovani uomini mentre tante donne erano sull’asfalto,livide di paura e rannicchiate. La gente urlava ma non rispondeva alla violenza, inveiva – invece – contro i giornalisti, al sicuro sul balcone di una pizzeria, impegnati nel fotografare”.”Chiusa ogni via di accesso, alle 21, le camionette erano già almeno venti. Ma la gente di Chiaiano non se ne era andata. Alle 21.30, oltre1000 persone erano ancora in strada. La storia è questa. Datemi voce e spazio. Perché si sappia quello che è accaduto. Lo stato di polizia e l’atmosfera violenta di questa sera somigliano troppo a quelli dei regimi totalitaristi. Proprio quelli di cui racconto, con orrore, ai miei studenti durante le lezioni di storia”.

23 Maggio 1992 – 19 Luglio 1992

Vi posto il massaggio di commemorazione per l’anniversario della morte del magistrato Giovanni Falcone che oggi ho letto nel mio Istituto grazie alla possibilità datami dal Dirigente Scolastico di usufruire del dispositivo di diffusione audio della presidenza.

Esattamente 16 anni fa sull’autostrada A29 nei pressi dello svincolo di Capaci persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca e tre agenti di scorta. Dopo circa 2 mesi, il 19 Luglio dello stesso anno, un’ autobomba situata in via D’Amelio portò via anche Paolo Borsellino e la sua scorta. In questo modo vennero sottratti al nostro Paese due grandi eroi, la cui unica colpa fu di esercitare la propria missione con profondo impegno e grande coraggio, dedicando ogni loro energia a respingere con rigorosa coerenza la proterva sfida lanciata dalle organizzazioni mafiose allo Stato democratico. Nonostante le continue e gravi minacce, i due magistrati proseguirono con zelo ed eroica determinazione il loro duro lavoro. Cogliamo l’occasione, in questo giorno, di commemorare non solo le vite dei due giudici ma di tutti color i quali hanno vissuto la propria esistenza nella totale abnegazione per lo Stato, donando la loro vita a noi tutti, e lo facciamo citando gli stessi Borsellino e Falcone.

Paolo Borsellino, in un discorso ai cittadini della sua amata Sicilia.

“La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non deve essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolga tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.”

Concludiamo con quello che era per Falcone il quadro dell’impegno dello Stato nella lotta alla mafia e che ci sembra più attuale di qualsiasi altra analisi contemporanea. Che serva a noi tutti da monito e da promemoria del nostro dovere da cittadini italiani. “Il quadro realistico dell’impegno dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata è emotivo, episodico, fluttuante. Motivato solo dall’impressione suscitata da un dato crimine o dall’effetto che una particolare iniziativa governativa può esercitare sull’opinione pubblica.”

Eroi

“Questa che vado a raccontarvi è la vera storia di Luigi delle Bicocche,
eroe contemporaneo a cui noi tutti dobbiamo la nostra libertà”

Piacere, Luigi delle Bicocche
Sotto il sole faccio il muratore e mi spacco le nocche.
Da giovane il mio mito era l’attore Dennis Hopper
Che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un chopper
Invece io passo la notte in un bar karaoke,
se vuoi mi trovi lì, tentato dal videopoker
ma il conto langue e quella macchina vuole il mio sangue
..un soggetto perfetto per Bram Stroker
Tu che ne sai della vita degli operai
Io stringo sulle spese e goodbye macellai
Non ho salvadanai, da sceicco del Dubai
E mi verrebbe da devolvere l’otto per mille a SNAI
Io sono pane per gli usurai ma li respingo
Non faccio l’ Al Pacino, non mi faccio di pacinko
Non gratto, non vinco, non trinco/ nelle sale bingo/
Man mano mi convinco/ che io

sono un eroe, perché lotto tutte le ore. Sono un eroe perché combatto per la pensione
Sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari dei cravattari
Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere. Sono un eroe straordinario tutte le sere
Sono un eroe e te lo faccio vedere. Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere

Stipendio dimezzato o vengo licenziato
A qualunque età io sono già fuori mercato
…fossi un ex SS novantatreenne lavorerei nello studio del mio avvocato
invece torno a casa distrutto la sera, bocca impastata
come calcestruzzo in una betoniera
io sono al verde vado in bianco ed il mio conto è in rosso
quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera
su, vai, a vedere nella galera, quanti precari, sono passati a malaffari
quando t’affami, ti fai, nemici vari, se non ti chiami Savoia, scorda i domiciliari
finisci nelle mani di strozzini, ti cibi, di ciò che trovi se ti ostini a frugare cestini
..ne’ l’Uomo ragno ne’ Rocky, ne’ Rambo ne affini
farebbero ciò che faccio per i miei bambini, io sono un eroe.

Per far denaro ci sono più modi, potrei darmi alle frodi
E fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi
C’è chi ha mollato il conservatorio per Montecitorio
Lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody
Io vado avanti e mi si offusca la mente
Sto per impazzire come dentro un call center
Vivo nella camera 237 ma non farò la mia famiglia a fette perché sono un eroe.

CapaRezza – Eroe (Storia Di Luigi Delle Bicocche)Le Dimensioni Del Mio Caos (2008).

Questi sono i miei eroi.

E intanto appaiono questi articoli: “Stefano Ricucci di nuovo innamorato «A metà luglio sposo Claudia Galanti»”Il «sanguepazzo» dell’Italia divisa e i divi del regimeIndiana Jones (ora papà) alla conquista del Festival .

Prima norma ad personam del nuovo Governo

Decreto sicurezza, articolo 2, 13 righe. Tale norma entrerà in vigore dopo l’approvazione del Consiglio dei Ministri domani. Secondo tale norma, gli imputati per reati commessi prima del 31 dicembre di 2001 possono chiedere la sospensione del dibattimento per due mesi per valutare se accedere al patteggiamento.

Silvio Berlusconi è “casualmente” imputato nel processo a Milano per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato David Mills.

Fonte: La norma ad personam.

Travaglio sul beppegrillo.it, passaparola!

Si è appena concluso il primo incontro con Travaglio sul blog di Beppe Grillo per la nuova iniziativa Passaparola.

Nonostante già da qualche giorno sia presente il banner nella colonna sinistra di questo blog, sento il dovere di rinnovarvi l’appello a seguire questo appuntamento settimanale con Travaglio, soprattutto dopo questo primo intervento. Marco è finalmente riapparso sereno, a conferma del fatto che, come lui stesso ha affermato, sente il nostro appoggio e quello di chi è stanco del regime che offusca l’informazione. Questo mi fa molto piacere: l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è che Travaglio venga isolato. Il nostro Paese ha bisogno di gente come lui.

E come lui stesso ha concluso la diretta, vi lascio la citazione di un proverbio catalano: “ci pisciano addosso e ci dicono che sta piovendo”.

Libera informazione in libero Stato.

Sostegno a Pino Masciari

Pino Masciari è uno degli imprenditori calabresi che hanno deciso di dire “no” alla ” ‘ndrangheta ” e per questo sta pagando. La sua storia va avanti dal 1997, quando fu sottoposto a un Programma Speciale di Protezione, insieme a sua moglie e ai suoi due bambini. È costretto a vivere in terra incognita, lontano da parenti, amici, conoscenti, nell’ombra. Le istituzioni non stanno facendo nulla di concreto per lui. Dalle forze dell’ordine a cui Pino denunciava le collusioni e i soprusi venivano parole che aumentavano il suo sconforto. Nei media, oltre a qualche piccolo servizio al Tg1 e a Report di qualche anno fa, della sua storia non se ne sente parlare. Per questo Pino il 31 Marzo è tornato in Calabria, nella sua terra di origine, senza scorta, in segno di protesta.

Persone come Pino Masciari ci servono vive. Il nostro Paese ha sempre onorato i suoi grandi uomini, ma solo dopo che non essi non c’erano più.
Noi non siamo come i media tradizionali, siamo più forti e non abbiamo paura. Questo è il suo sito: http://www.pinomasciari.org . Diffondete la storia di Pino Masciari perchè “Ogni persona in più che viene a conoscenza della sua storia gli allunga una vita di un giorno”.

Nuova ondata razzista

Vengono usati come una delle tante distrazioni di massa per distogliere l’attenzione del Paese dalle malefatte della classe dirigente: sono i rumeni, i rom, i clandestini o come volete chiamarli. Qui ci sono uomini, donne e bambini che vengono sfollati dalle loro misere case: sono i cittadini che lo vogliono, e questo è il pericolo più grave. Tutte le razzie, le pulizie etniche iniziano così; prima si cerca un singolo colpevole, poi si eliminano tutti. Duole dirlo, perchè l’argomento è delicato, ma anche questo è dovuto alla disinformazione che incalza nel nostro Paese. Uno stupro vende. La paura vende. È la mercificazione della paura. Editori e giornalisti sono in grado di creare xenofobie con centinaia di prime pagine. Per loro e per chi fa uso dei loro strumenti (televisione, giornali) c’è una escalation di criminalità. Per noi, gente informata e che fa uso della propra ragione, no. Questi i dati del Viminale sulla criminalità in Italia. Gli omicidi sono ai livelli più bassi degli ultimi 14 anni.

Numero di omicidi. Anni 1992-2006:
1992 1.441
1993 1.065
1994 958
1995 1.004
1996 945
1997 864
1998 879
1999 810
2000 749
2001 707
2002 719
2004 711
2005 601
2006 621

La vera criminalità è nelle nostre case, nelle nostre famiglie. Riporto una parte di un articolo di Nazione Indiana.
“Il rapporto Eures-Ansa 2005, L’omicidio volontario in Italia e l’indagine Istat 2007 dicono che un omicidio su quattro avviene in casa; sette volte su dieci la vittima è una donna; più di un terzo delle donne fra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita, e il responsabile di aggressione fisica o stupro è sette volte su dieci il marito o il compagno: la famiglia uccide più della mafia, le strade sono spesso molto meno a rischio-stupro delle camere da letto.”.
Altre informazioni potete trovarle qui. Firmate la petizione: è impossibile credere che nel 2008 ancora si ha paura del diverso, senza capire che siamo tutti uguali. TUTTI.