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Introduzione al “signoraggio”

Quello che sto per affrontare è un argomento molto astruso, difficile da capire, soprattutto per uno come me che ha poca dimestichezza con l’economia. Tuttavia, dopo vari mesi di ricerca, la buona Rete non mi ha deluso neanche questa volta e mi ha saputo dare informazioni esaustive ed esaurienti sull’argomento. Alcune parti necessitano da parte mia maggiore studio ed approfondimento, ma con le attuali conoscenze posso mostrarvi questo fenomeno a grandi linee, farvi, come da titolo, una introduzione al signoraggio.

Vi siete mai chiesti chi è che letteralmente produce la moneta?

Di chi è il denaro?

Lo Stato italiano batte moneta metallica. E le banconote? Tutte banconote sono prestate dalla Banca d’Italia, la cui esatta denominazione è Bankitalia S.p.A., che è la Banca Centrale Nazionale. Come potete notare dalla corretta denominazione, questa è una S.p.A., privata, e non dello Stato. Se prendete in esame le vecchie lire, infatti, noterete che sulle monete c’era scritto “Repubblica Italiana”, mentre sulle banconote “Banca d’Italia” e la firma di un Governatore.

La produzione delle banconote

L’esempio classico su cui si fa riferimento per spiegare questo sistema è quello della banconota da 100€; per farlo mi baserò sui dati raccolti in questa pagina.

Possiamo considerare la Banca d’Italia come una tipografia. I costi di produzione per una singola banconota da 100€ (che comprendono inchiostro, carta, ecc…) sono di 0,30€. Una volta stampata la scritta “100€” sul pezzo di carta di 30 centesimi, la banconota vale 100€, come per magia. A questo punto, lo Stato chiede in prestito questa banconota. Come detto prima, tutte le banconote sono prestate, tra l’altro sotto interesse, e quindi costituiscono debito, debito che per sua natura è eterno ed inestinguibile. Mettiamo che questo interesse è del 2,5%: nel caso della banconota di 100€, quindi, l’interesse è di 2,5€. Non dimentichiamo che questa banconota da 100€ ha solo un valore indotto di, appunto, 100€, in quanto siamo noi ad accettare di darle quel valore, altrimenti varrebbe i 0,30€ del costo di produzione. Ricapitolando vi è quindi una differenza tra il valore nominale (nel nostro caso, 100€) e il valore intrinseco (sempre nel nostro caso, 0,30€) di una moneta: questa differenza viene chiamata “signoraggio”. A questo punto l’obiezione sorge spontanea: la moneta, così emessa, ha il controvalore in oro. Ebbene, no. Anche se l’euro è convertibile, ad esempio, in Dollaro USA, a sua volta il Dollaro statunitense non è convertibile in oro né altro materiale prezioso, questo perchè dal 15 agosto 1971 non esiste la convertibilità delle valute nazionali in oro, dopo che Nixon pose fine agli Accordi di Bretton Woods.
Ritorniamo alla nostra banconota. Questa è passata nelle mani di chissà quanti lavoratori che l’hanno, giustamente, usata con il suo valore nominale di 100€; così un contadino l’ha guadagnata seminando tutto l’anno il terreno, così un muratore, un tappezziere e così via. Ma la banconota è in prestito, dobbiamo restituirla. Dobbiamo pagare questo debito, e lo facciamo con le tasse. Ebbene, per ridarla alla banca dobbiamo pagare:

  • 100€ della banconota prodotta + 2,5€ di interessi – 0,30€ dei costi di produzione = 102,2€.

Una pezzo di carta ha raggiunto un valore di 102,2 volte maggiore di quello che aveva alla sua produzione. Il ricavato da questo sistema è il cosiddetto “reddito da signoraggio”.

Ma in tutto questo, chi ci guadagna?

La Banca Centrale Europea, che è costituita da tutte le banche centrali nazionali, come la Banca d’Italia.

A questo punto, una domanda sorge spontanea: perchè lo Stato produce moneta metallica ma non banconote?

Appena possibile vi aggiornerò ancora. Scrivetemi suggerimenti e critiche e segnalatemi eventuali errori.

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3 Risposte

  1. Ciao, Bell’articolo. Chiaro e preciso. 😉

    La cosa ancor più raccapricciante viene dopo… Le banconote in circolazione sono quelle…
    Fai conto che se ci sono 1000 banconote da 100€ con 2,5 € d’interessi , quando dovrai ridarle al banchiere come farai? Se non con altre banconote indebitate? Il debito non può che aumentare sempre di più… è un meccanismo folle… Anche se uno stato ha molte entrate esterne, piano piano queste saranno sempre più insignificanti rispetto al debito… è un meccanismo folle che ci riduce in schiavità

  2. @ PazzoComeSydBarrett: mi fa piacere sia chiaro, è questo soprattutto quello che volevo. Condivido pienamente l’idea del “meccanismo folle”, non potevi usare parole migliori.

  3. Buon articolo. Solo una piccola correzione:
    Il denaro che dobbiamo ridare è 100€ + 2,5€ di interesse, punto. i 30 centesimi di costi di produzione sono un fatto della BCE, non va a diminuire il nostro debito.
    ciao
    Francesco

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