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Giustizia per il giudice Scopelliti

La storia è sempre la stessa, un giudice che viene ucciso a causa delle sue indagini che potrebbero arrecare duri colpi a Cosa Nostra. Il colpevole non è conosciuto ed il caso è archiviato. A 17 anni dall’uccisione la figlia Rosanna chiede la riapertura del caso, Articolo 21 sta raccogliendo firme on-line. Vi invito a firmare a questo indirizzo.

Mi sto muovendo per tentare di organizzare raccolte firme anche “cartacee”, vi terrò informati.

DATEMI VOCE E SPAZIO PERCHè SUI GIORNALI DI DOMANI NON SI LEGGERA’ QUELLO CHE E’ ACCADUTO

Pubblico la lettera di Elisa Di Guida (Docente di storia e filosofia a Napoli) dopo la segnalazione di ultimoutopico.

Si leggerà che i manifestanti di Chiaiano sono entrati in contatto con la polizia. Ma io ero lì. E la storia è un’altra”.”Alle 20 e 20 almeno 100 uomini, tra poliziotti, carabinieri e guardie di finanza hanno caricato la gente inerme. In prima fila non solo uomini, ma donne di ogni età e persone anziane. Cittadini tenaci ma civili – davanti agli occhi vedo ancora le loro mani alzate – che, nel tratto estremo di via Santa Maria a Cubito, presidiavano un incrocio. Tra le 19,05 e le20,20 i due schieramenti si sono solo fronteggiati. Poi la polizia, in tenuta antisommossa, ha iniziato a caricare. La scena sembrava surreale: a guardarli dall’alto, i poliziotti sembravano solo procedere in avanti. Ma chi era per strada ne ha apprezzato la tecnica. Calci negli stinchi, colpi alle ginocchia con la parte estrema e bassa del manganello. I migliori strappavano orologi o braccialetti. Così, nel vano tentativo di recuperali, c’era chi abbassava le mani e veniva trascinato a terra per i polsi. La loro avanzata non ha risparmiato nessuno. Mi ha colpito soprattutto la violenza contro le donne: tantissime sono state spinte a terra, graffiate, strattonate. Dietro la plastica dei caschi, mi restano nella memoria gli occhi indifferenti, senza battiti di ciglia dei poliziotti. Quando sono scappata, più per la sorpresa che per la paura,trascinavano via due giovani uomini mentre tante donne erano sull’asfalto,livide di paura e rannicchiate. La gente urlava ma non rispondeva alla violenza, inveiva – invece – contro i giornalisti, al sicuro sul balcone di una pizzeria, impegnati nel fotografare”.”Chiusa ogni via di accesso, alle 21, le camionette erano già almeno venti. Ma la gente di Chiaiano non se ne era andata. Alle 21.30, oltre1000 persone erano ancora in strada. La storia è questa. Datemi voce e spazio. Perché si sappia quello che è accaduto. Lo stato di polizia e l’atmosfera violenta di questa sera somigliano troppo a quelli dei regimi totalitaristi. Proprio quelli di cui racconto, con orrore, ai miei studenti durante le lezioni di storia”.

Travaglio sul beppegrillo.it, passaparola!

Si è appena concluso il primo incontro con Travaglio sul blog di Beppe Grillo per la nuova iniziativa Passaparola.

Nonostante già da qualche giorno sia presente il banner nella colonna sinistra di questo blog, sento il dovere di rinnovarvi l’appello a seguire questo appuntamento settimanale con Travaglio, soprattutto dopo questo primo intervento. Marco è finalmente riapparso sereno, a conferma del fatto che, come lui stesso ha affermato, sente il nostro appoggio e quello di chi è stanco del regime che offusca l’informazione. Questo mi fa molto piacere: l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è che Travaglio venga isolato. Il nostro Paese ha bisogno di gente come lui.

E come lui stesso ha concluso la diretta, vi lascio la citazione di un proverbio catalano: “ci pisciano addosso e ci dicono che sta piovendo”.

Libera informazione in libero Stato.

Sostegno a Pino Masciari

Pino Masciari è uno degli imprenditori calabresi che hanno deciso di dire “no” alla ” ‘ndrangheta ” e per questo sta pagando. La sua storia va avanti dal 1997, quando fu sottoposto a un Programma Speciale di Protezione, insieme a sua moglie e ai suoi due bambini. È costretto a vivere in terra incognita, lontano da parenti, amici, conoscenti, nell’ombra. Le istituzioni non stanno facendo nulla di concreto per lui. Dalle forze dell’ordine a cui Pino denunciava le collusioni e i soprusi venivano parole che aumentavano il suo sconforto. Nei media, oltre a qualche piccolo servizio al Tg1 e a Report di qualche anno fa, della sua storia non se ne sente parlare. Per questo Pino il 31 Marzo è tornato in Calabria, nella sua terra di origine, senza scorta, in segno di protesta.

Persone come Pino Masciari ci servono vive. Il nostro Paese ha sempre onorato i suoi grandi uomini, ma solo dopo che non essi non c’erano più.
Noi non siamo come i media tradizionali, siamo più forti e non abbiamo paura. Questo è il suo sito: http://www.pinomasciari.org . Diffondete la storia di Pino Masciari perchè “Ogni persona in più che viene a conoscenza della sua storia gli allunga una vita di un giorno”.

Nuova ondata razzista

Vengono usati come una delle tante distrazioni di massa per distogliere l’attenzione del Paese dalle malefatte della classe dirigente: sono i rumeni, i rom, i clandestini o come volete chiamarli. Qui ci sono uomini, donne e bambini che vengono sfollati dalle loro misere case: sono i cittadini che lo vogliono, e questo è il pericolo più grave. Tutte le razzie, le pulizie etniche iniziano così; prima si cerca un singolo colpevole, poi si eliminano tutti. Duole dirlo, perchè l’argomento è delicato, ma anche questo è dovuto alla disinformazione che incalza nel nostro Paese. Uno stupro vende. La paura vende. È la mercificazione della paura. Editori e giornalisti sono in grado di creare xenofobie con centinaia di prime pagine. Per loro e per chi fa uso dei loro strumenti (televisione, giornali) c’è una escalation di criminalità. Per noi, gente informata e che fa uso della propra ragione, no. Questi i dati del Viminale sulla criminalità in Italia. Gli omicidi sono ai livelli più bassi degli ultimi 14 anni.

Numero di omicidi. Anni 1992-2006:
1992 1.441
1993 1.065
1994 958
1995 1.004
1996 945
1997 864
1998 879
1999 810
2000 749
2001 707
2002 719
2004 711
2005 601
2006 621

La vera criminalità è nelle nostre case, nelle nostre famiglie. Riporto una parte di un articolo di Nazione Indiana.
“Il rapporto Eures-Ansa 2005, L’omicidio volontario in Italia e l’indagine Istat 2007 dicono che un omicidio su quattro avviene in casa; sette volte su dieci la vittima è una donna; più di un terzo delle donne fra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita, e il responsabile di aggressione fisica o stupro è sette volte su dieci il marito o il compagno: la famiglia uccide più della mafia, le strade sono spesso molto meno a rischio-stupro delle camere da letto.”.
Altre informazioni potete trovarle qui. Firmate la petizione: è impossibile credere che nel 2008 ancora si ha paura del diverso, senza capire che siamo tutti uguali. TUTTI.

GuruAtWork – Spot libertà d’informazione

Pubblico l’e-mail inviatami dallo Staff di GuruAtWork.

Buongiorno,
siamo i responsabili dell’Associazione culturale senza scopo di lucro
GuruAtWork (G@W, http://www.guruatwork.com), Free Software & Linux
User Group di Grosseto.

La nostra Associazione ha partecipato ad un bando della Regione Toscana
http://www.parlamento.toscana.it/default.asp?IDNotizia=25223&TipoNotizia=altro
organizzato dal Corecom (comitato regionale per le comunicazioni)
http://www.consiglio.regione.toscana.it/corecom/default.asp
ed è risultata essere tra i vincitori.

Il Corecom è un organo di consulenza e di gestione della Regione
Toscana in materia di comunicazione, nonché organo funzionale
dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

L’oggetto del bando consisteva nel presentare un’idea per uno spot
pubblicitario riguardante i temi della promozione sociale.

GuruAtWork ha proposto la registrazione di uno spot sul tema della
libertà dell’informazione, dell’arte e della creatività.
La registrazione è stata fatta con l’aiuto dell’emittente televisiva
TV9 (http://www.tv9italia.it/), in collaborazione con il Comune di
Grosseto (http://www.comune.grosseto.it), la Provincia di Grosseto
(http://www.provincia.grosseto.it), l’Istituto Statale di Istruzione
tecnica di Grosseto (http://www.isitgrosseto.com/).

Il nostro spot, rilasciato con licenza Creative Commons (CC), utilizza
una colonna sonora, anch’essa CC, dell’etichetta discografica
Beatpick.com (http://www.beatpick.com).

Sul nostro sito:
http://www.guruatwork.com/index.php?option=com_content&task=view&id=361&Itemid=37
potete trovare tutte le informazioni a riguardo, il video dello spot,
il video e le foto del dietro le quinte.

Vi chiediamo,
se possibile, di aiutarci a diffondere lo spot attraverso la
pubblicazione della notizia sul vostro sito.
In attesa di un vostro cortese riscontro, porgiamo i nostri più
distinti saluti.